Contrastare i nazionalismi ed i populismi, per rilanciare l’Italia e quindi l’Europa

Contrastare i nazionalismi ed i populismi, per rilanciare l’Italia e quindi l’Europa

novembre 17, 2018 0 Di Simona Maggi

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Contrastare i nazionalismi ed i populismi, per rilanciare l’Italia e quindi l’Europa

Se n’è parlato nella sala convegni dell’hotel Valentino nel corso dell’appuntamento denominato “Perché Europa? Quale Europa?”, organizzato dalla neonata associazione Cittadini Liberi

Contrastare i nazionalismi ed i populismi, per rilanciare l’Italia e quindi l’Europa. Se n’è parlato stamattina (17 novembre) nella sala convegni dell’hotel Valentino nel corso dell’appuntamento denominato “Perché Europa? Quale Europa?”, organizzato dalla neonata associazione Cittadini Liberi.

L’incontro – introdotto dal presidente dell’associazione Marco Sciarrini – ha visto la presenza dell’onorevole Sandro Gozi (Pd), già sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega agli affari europei e Marco Taradash, storico esponente radicale, fondatore di Centro Motore, aggregatore per le forze liberaldemocratiche. A moderare l’incontro la giornalista Elisabetta Fiorito, di Radio 24 e Il Sole 24 Ore.

Il filo rosso che ha unito l’evento ed i due interventi è stata la necessità di affrontare i nazionalismi ed i sovranismi attraverso una proposta nuova, che superi gli schemi destra-sinistra ma anche i partiti tradizionali.

Marco Taradash, che col suo Centro Motore ha avviato questo processo di aggregazione ha centrato il discorso proprio sui fallimenti dei partiti tradizionali e dell’insufficienza numerica delle proposte singole: “Per salvare l’Europa – ha spiegato- va salvata l’Italia, perché il popolo, pur non volendolo – gli elettori dei 5Stelle non hanno certo votato per un governo con la Lega – si ritrova con una governo totalmente anti-Europeo, anti-Euro e anti qualunque cosa. L’unico argine ad una prospettiva che veda le forze sovraniste vincere alle elezioni europee è una aggregazione che metta insieme le forse liberaldemocratiche e riformatrici”. Poi si è soffermato sul ruolo dei singoli partiti che attualmente sono all’opposizione in Italia: “Se il quadro si conferma quello attuale, il rischio è di avere solo due forze di opposizione al Parlamento UE e cioè il Pd e Forza Italia, che non contano più niente: non sono più credibili e da sole non ce la faranno, perché negli ultimi 20 anni hanno avuto la possibilità di dare risposte a quello che veniva chiesto e cambiare l’Italia e l’Europa e non l’hanno saputo fare. Quanto a +Europa, è un progetto bello, nel quale credo – a tal punto che mi sono iscritto – ma da sola non ce la farà mai a superare la soglia di sbarramento del 4%. Invece mettere insieme tutte queste forze serve a realizzare una alleanza che – ne sono convinto- ha la possibilità di vincere, in prospettiva anche alle Politiche, perché questa è la vera maggioranza della popolazione”.

Sandro Gozi, in corsa per la presidenza del Movimento Federalista Europeo che la prossima settimana svolgerà le sue elezioni a Vienna, ha lanciato un messaggio chiaro al suo partito, il Pd: “Spero che prenda atto che è necessario un cambio di rotta e si metta al servizio di una nuova alleanza sociale e liberale”.

Gozi, così come anche Taradash in precedenza, ha sottolineato come sia necessaria una alleanza che contrasti non solo il nazionalismo e populismo di destra ma anche quello di sinistra: “Fassina era il responsabile economico del Pd con Bersani e fece votare il fiscal compact – ha spiegato – adesso ha fondato un movimento che si chiama Patria e Costituzione e propone un nazionalismo di sinistra”. E insiste ancora sul discorso del cambio di prospettiva: “Il 4 marzo è crollato il sistema politico, non sono spariti i valori, bensì le categorie, bisogna crearne di nuove, bisogna creare una nuova leadership europea. Difendere la Unione Europea significa difendere la democrazia, lo stato di diritto, i diritti civili, i diritti in generale, tutelare le minoranze, pensare ad uno sviluppo reale dei Paesi che non può avvenire chiudendosi ciascuno dentro al suo guscio. La Ue rappresenta ciò di cui Salvini e Di Maio hanno paura: è per questo che stanno cercando di smontarla. Prima volevano uscirne, poi hanno visto la Brexit, con la Gran Bretagna che sarà costretta a sottostare ai dettami Ue e del mercato comune restando fuori dalla porta e hanno capito che è meglio restarvi per svuotarla da dentro. L’obiettivo non deve essere puntare al 4% o ad un punto in più rispetto al 17% che ha preso il Pd alle politiche ma il 40%”. Anche da lui una stoccata a Forza Italia: “Tajani come presidente Ue è costretto a dire di essere a favore delle sanzioni contro l’Ungheria, ma come coordinatore di Forza Italia ha avallato che i suoi abbiano votato contro”. E ancora: “Salvini e Di Maio ci stanno mandando a sbattere contro un muro: a livello europeo già da un po’ l’Italia non conta più niente e adesso stiamo andando verso una procedura di infrazione i costi della quale saranno pagati dai cittadini, con l’aumento dei mutui e di molto altro”.

Nella sua introduzione il presidente Marco Sciarrini ha ricordato come Cittadini Liberi sia impegnata anche a livello locale, per costruire una nuova idea di città attraverso la “La fabbrica delle idee”, un laboratorio permanente che ha già avuto avvio venerdì pomeriggio attraverso un primo incontro ospitato presso la Sala Ciliani del PalaSì, sul tema: “Verso un network politico umbro: l’alternativa ai populismi e alla gestione del declino”, con la partecipazione di diverse personalità, amministratori locali, associazioni e movimenti politici di impronta europeista, liberale, democratica e riformatrice”.

Alcuni interventi di esponenti della società civile e del mondo politico locale hanno dato avvio, successivamente, alla fase di dibattito con i due relatori.