Il pacchetto economia circolare obiettivi ambiziosi con rifiuti ridottissimi entro il 2035

Il pacchetto economia circolare obiettivi ambiziosi con rifiuti ridottissimi entro il 2035

Novembre 12, 2018 0 Di Federica Fiocchi

Fai scorrere la notizia nei Tuoi Social

Il pacchetto economia circolare obiettivi ambiziosi con rifiuti ridottissimi entro il 2035

L’economia circolare vuol dire innovare, tecnologie nuove in grado di integrare finalmente politiche industriali a tutela ambientale

Il pacchetto economia circolare riquadra sei diverse direttive, tra rifiuti, imballaggi, discariche, veicoli a fine vita, pile, RAEE rifiuti di apparecchi elettrici ed elettronici. Il recupero dello “scarto”, come sfida alla tradizionale economia lineare.

Il tradizionale modello di economia lineare, basato su prendi-usa-consuma-getta non è più sostenibile, si sviluppa il modello di economia circolare, servono comportamenti virtuosi e nuove tecnologie per innovare, per poter offrire opportunità di sviluppo ed occupazione. La condivisione, il leasing, il riutilizzo, la riparazione ed il riciclo dei materiali per allungare e dare nuova vita agli prodotti stessi. Sono quattro le Direttive in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea:
Direttiva 2018/849 che modifica le direttive 2000/53/CE sui veicoli fuori uso, 2006/66CE su pile e accumulatori e rifiuti di pile e accumulatori e 2012/19/UE sui rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche;
Direttiva 2018/850 che modifica la direttiva 1999/31CE sulle discariche;
Direttiva 2018/851 che modifica la direttiva 2008/98 sui rifiuti;
Direttiva 2018/852 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio.

Gli Stati membri dovranno recepire entro il 5 luglio 2020, quanto disposto nelle quattro direttive, molto ambiziosi gli obiettivi di riduzione dell’ammontare dei rifiuti non riciclati, con lo scopo di aumentare i posti di lavoro, chiaramente in settori specializzati.

Secondo un rapporto della Ellen MacArthur Foundation del 2015, si prevede un risparmio per le imprese e per i consumatori, si stima che lo spostamento verso l’economia circolare entro il 2030 potrebbe ridurre annualmente la spesa netta di risorse nell’ UE di 600 miliardi di euro.

Una sfida è stata vinta dall’azienda che dalle vinacce e dai semi dell’uva, ottiene con un innovativo processo produttivo, il Made in Italy naviga nell’eccellenza del vino e della moda, realizzando, pelle vegetale www.technofashion.it.
La lana della pecora, oltre ad essere un ottimo materiale termoacustico, segna la rinascita del lanificio Paoletti che subisce la crisi ed escogita la conversione nel riutilizzo. https://www.lanuovaecologia.it/lana-rigeneratrice/.
Nel mercato troviamo anche il primo telefonino etico, che non segue le mode del momento, ma la funzionalità la Fairphone garantisce la lunga vita dello stesso, riparandolo, www.fairphone.com

Nel territorio marchigiano, il fondatore del gruppo Loccioni industria italiana, innova e ripristina l’equilibrio idrogeologico, l’uso del bacino fluviale come risorsa energetica rinnovabile.Visionare il filmato:2KMdi futuro su youtube.com

Nel 2014 Paesi come l’Austria, il Belgio, la Danimarca, la Germania, l’Olanda e la Svezia non hanno inviato alcun rifiuto in discarica, mentre Cipro, Croazia Grecia, Lettonia e Malta, hanno interrato più di ¾ dei rifiuti.
Gli obbiettivi sono ambiziosi, è necessario innovare e garantire una soglia di benessere urbano, evitare quindi l’irresponsabile ed irregolare smaltimento di rifiuti, di solventi, vernici e pesticidi, a beneficio di tutti.
“ Non puoi fare buona economia con una cattiva etica” Ezra Pound