Pasolini ed il paesaggio incantato di Chia

Pasolini ed il paesaggio incantato di Chia

Ottobre 4, 2018 0 Di Federica Fiocchi

Fai scorrere la notizia nei Tuoi Social

Pasolini ed il paesaggio incantato di Chia

Nella zona viterbese, in lontananza si avvistano le rovine medioevali della così detta torre di Chia e del castello, le cui origini risalgono al XIII secolo

Nel territorio viterbese seguite le indicazioni della Statale 675 che da Orte conduce verso Viterbo, passato Bassano in Teverina e prima del bivio di Bomarzo, celeberrimo bosco popolato di mostri, si trova il piccolo borgo di Chia.

Nel periodo autunnale, temperature permettendo, si possono fare delle belle passeggiate nel bosco, restare incantati dagli odori del fresco umido bosco. Immersi nel verde, tra le rovine antichissime, si scende per un sentiero e si cammina verso la cascata che conduce verso la torre.

Si attraversa una mulattiera tra massi ricoperti di felci e muschio si scende al livello del fiume dove i giochi d’acqua riecheggiano e creano un’ atmosfera meditativa. Lungo il percorso si avvistano vecchi mulini, un tempo usati per l’uso di cereali ed olio, un percorso di soli 5 km circa.

Questo luogo mistico, immerso nel verde incanta e la torre di Chia fu il “rifugio di Pasolini”, in questa campagna viterbese nel 1964 si girarono alcune scene del “Vangelo secondo Matteo” uno dei massimi capolavori dell’epoca. Pasolini si innamorò e decise di acquistare questa preziosa Torre di Chia, e vi riuscì svariati anni dopo aver girato il film.

Solo nel 1970 il sogno di Pasolini si avverò, ed ai piedi della torre costruì una piccola abitazione ed uno studiolo, dove si rifugiò e visse negli ultimi suoi tre anni di vita, la sua perdita sopraggiunse e rimase incompiuto il suo romanzo, Petronio.