Ast, l’incontro al Mise non fuga i dubbi. E l’ad annuncia 15 licenziamenti. Grimani: “Preoccupante”

Ast, l’incontro al Mise non fuga i dubbi. E l’ad annuncia 15 licenziamenti. Grimani: “Preoccupante”

settembre 21, 2018 0 Di Redazione TERNI 01

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Ast, l’incontro al Mise non fuga i dubbi. E l’ad annuncia 15 licenziamenti. Grimani: “Preoccupante”

La Thyssen ha spiegato che il sito ternano non è più strategico ma non è in vendita. Sindacati sul piede di guerra

L’amministratore delegato di Acciai Speciali Terni Massimiliano Burelli ha annunciato ai sindacati 15 licenziamenti collettivi. Tutte persone che saranno accompagnate al pensionamento. Una nube ulteriore sul futuro del sito ternano, dopo che l’incontro al Mise dei giorni scorsi, alla presenza oltrechè delle sigle sindacali di categoria, anche della presidente della Regione Catiuscia Marini, del vicesindaco Andrea Giuli e dei parlamentari Caparvi, Grimani, Lucidi e Nevi è andato a vuoto. I rappresentanti della Thyssen, hanno infatti confermato che il sito non è più strategico ma che allo stesso tempo, producendo utili, non è in vendita.

Con vari toni, le sigle sindacali ed anche le istituzioni hanno chiesto chiarezza sul futuro dell’azienda, anche in considerazione del fatto che solo pochi mesi fa invece la stessa Thyssen aveva parlato di vendita dopo che Terni era stato esclusa dalla joint venture siglata con Tata. Ora, dopo i licenziamenti Fiom, Fim, Uilm, Ugl, Fismic e Usb escono con una dura nota:

“In data odierna come organizzazioni sindacali  siamo stati convocati dall’amministratore delegato di Ast, il quale ha rappresentato alle stesse la volontà di procedere all’attivazione di un procedimento di licenziamento collettivo, finalizzato all’accompagnamento alla pensione di personale operaio che potrebbe avere i requisiti necessari. Su detto provvedimento potrebbe interessare, sempre a detta dell’amministratore delegato, circa 15 unità lavorative. Come organizzazione sindacali, ribadiamo che un’azienda che guarda al futuro, si dovrebbe preoccupare di investire in altro e non in fuoriuscite di personale. Abbiamo unitariamente sostenuto – sottolineano – che non ci sono pregiudizi a condividere questo percorso. a condizione  chel’azienda si impegni a: garantire la volontarietà all’uscita dei lavoratori interessati, definire, se previsto, un incentivo equo per tutti i lavoratori che intenderanno aderire volontariamente al procedimento di accompagnamento alla pensione; impegnarsi da subito alla stabilizzazione di una parte dei contratti interinali in essere, almeno in ugual numero delle uscite, al fine di mantenere gli attuali livelli occupazionali. Le questioni sopra dette  sono per le organizzazioni sindacali punti dirimenti al fine di poter sottoscrivere un accordo che coglie questi obiettivi sopradetti. Al contrario – concludono i sindacati – se ciò non dovesse verificarsi ci troveremmo di fronte ad una mera e pura riduzione di personale e di costi aziendali sulla quale abbiamo già dichiarato una nostra indisponibilità. Nei giorni prossimi, l’azienda avvierà tale procedimento e verificheremo se ci saranno le condizioni sopra dette”.

Grimani: Governo si disinteressa

Leonardo Grimani, senatore del Pd, in una nota è molto duro: ” L’esito dell’incontro non  può ritenersi soddisfacente e permangono i dubbi su quali siano le reali prospettive che la Thyssenkrupp ha in mente per uno stabilimento che per stessa ammissione sia dei vertici della multinazionale che dell’ad Burelli è ancora in grado di produrre utili. In particolare, le affermazioni pronunciate nel corso dell’incontro dai rappresentanti della Tk e cioè che pur non risultando più strategico per il core business della multinazionale,  il sito non è in vendita, contraddicono con quelle arrivate dai vertici della stessa qualche mese fa che parlavano invece di cessione.

Appare quindi necessario che l’azienda faccia chiarezza su questo fronte e su quello del piano industriale e si presenti al prossimo tavolo, così come aggiornato dal Ministero, con figure di primo piano, che possano dissipare ogni dubbio. Questo anche alla luce all’annuncio fatto ieri dall’ad di Ast Burelli di procedere a 15 licenziamenti fra gli operai con una procedura collettiva: anche se sono poche persone che saranno accompagnate al pensionamento, è comunque una decisione preoccupante e testimonia la volontà della multinazionale di un disimpegno e disinteresse verso il sito ternano, da attuare attraverso una politica di basso profilo.

Colpisce soprattutto come la situazione di Ast non interessi il Governo, che sinora non ha ritenuto di dover presenziare ad alcuno degli incontri avuti né con il ministro Di Maio né con uno dei sottosegretari ma solo con figure di secondo piano: è il sintomo che non c’è interesse a lavorare per una idea di sviluppo della siderurgia, né a Terni, né in chiave nazionale”