Provincia di Terni e Anas stanno lavorando da tempo sui principali ponti, nessuna emergenza

Provincia di Terni e Anas stanno lavorando da tempo sui principali ponti, nessuna emergenza

agosto 17, 2018 0 Di Simona Maggi

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Provincia di Terni e Anas stanno lavorando da tempo sui principali ponti, nessuna emergenza

L’attenzione è posta anche sugli altri ponti e cavalcavia della rete stradale provinciale dove la situazione è sotto controllo concentrandosi soprattutto sui trasporti eccezionali

Dopo i tragici fatti di Genova   la Provincia di Terni rende noto che sono in corso da tempo, con Anas stessa, lavori sui principali ponti stradali della rete viaria di competenza.

La maggior parte degli interventi riguarda le riparazioni post sisma, dopo gli effetti provocati dal terremoto.

In nessun caso si sono riscontrate emergenze particolari, ma le opere stanno riguardando la risistemazione di parti danneggiate, il miglioramento delle barriere di sicurezza e la ripavimentazione dei tratti carrabili.

Su tutti i ponti interessati dai cantieri non ci sono interdizioni al traffico veicolare, civile e commerciale.

Le strutture interessate sono dieci in tutto: ad Amelia sulla SR 205 e sulle SP 8 e 31 (su quest’ultima due ponti); ad Acquasparta sulla SP 113 e sulla SR 418; a Terni sulla SP 62; a Fabro sulla SP 106, ad Allerona sulla SP 51 e ad Attigliano sulla SP 11.

L’attenzione è posta anche sugli altri ponti e cavalcavia della rete stradale provinciale dove la situazione è sotto controllo concentrandosi soprattutto sui trasporti eccezionali.

“Gli interventi sono attivi da tempo a seguito di una tempestiva e rapida ricognizione svolta dalla Provincia all’indomani degli eventi sismici ed hanno preso in considerazione i più importanti ponti del territorio per assicurare, insieme a Regione ed Anas, uno standard di sicurezza elevato a vantaggio degli automobilisti e delle attività commerciali ed economiche in genere”, spiegano il presidente della Provincia, Giampiero Lattanzi e il dirigente tecnico, Donatella Venti, che poi aggiungono: “I tagli imposti alle Province, come noto, mettono questi enti in gravissime difficoltà finanziarie, rendendo molto difficoltoso assicurare quelle funzioni fondamentali assegnate dalle leggi in materia di strade e sicurezza stradale”.

A tale proposito il presidente Lattanzi accoglie con pieno favore il messaggio dell’Unione delle Province italiane che  in un comunicato ha ricordato che i tagli indiscriminati del 2015 hanno impedito alle Province di proseguire i programmi di manutenzione dei 130 mila chilometri di strade e degli oltre 30mila tra ponti, viadotti e gallerie.

Le parole  del presidente Upi, Achille Variati

“Con i tagli indiscriminati della manovra economica del 2015 è diventato impossibile programmare la manutenzione, che è determinate per garantire la sicurezza.

I tecnici delle Province ormai sono costretti ad effettuare i controlli ‘a vista’, e quando il pericolo è evidente, l’unica possibilità che abbiamo è di chiudere tratti di strada.

Siamo arrivati ad oltre 5.000 chilometri di strade, compresi ponti e viadotti, chiusi per frane, smottamenti o perché insicuri, e su oltre il 50% della rete viaria siamo stati costretti a fissare il limite di velocità tra i 30 e 50 chilometri orari. Una situazione di emergenza tale che lo scorso anno tutti i presidenti delle Province si sono sentiti costretti a depositare esposti alle procure nel quale abbiamo dettagliato la condizione di crisi sui territori e i rischi per la sicurezza dei cittadini.

Per questo – sottolinea Variat i- non appena insediato il Governo abbiamo chiesto un incontro al Ministro Toninelli, per fare il punto della situazione e ribadire l’urgenza di un fondo nazionale che consenta di mettere in sicurezza le strade provinciali, il reticolo che tiene insieme il Paese”.

“L’emergenza – aggiunge Variati – non è solo sbloccare fondi per gli investimenti, ma garantire le risorse per i controlli, per le verifiche statiche, per la manutenzione ordinaria indispensabile per la sicurezza, soprattutto per i manufatti in cemento armato costruiti negli anni 60 e 70. Servono procedure rapide e risorse dirette perché il Paese non può aspettare tre anni perché un cantiere si apra, che è il tempo medio che si perde in passaggi burocratici dall’emanazione dei bandi all’avvio delle opere.

Abbiamo già chiesto al Ministro Toninelli di incontrarci quanto prima per trovare insieme soluzioni : dopo la tragedia di Genova, che ha reso evidente che è questa la priorità del Paese, ci auguriamo che l’incontro si possa fare al più presto, così da definire le risorse da riservare a questi interventi nella prossima Manovra economica. Noi lo diciamo da tre anni: il patrimonio italiano senza manutenzione si sta riducendo in macerie. Non aspettiamo altre tragedie”.