Consiglio Comunale, partenza col botto: scontro Fiorini (Lega)-Pd e sulla convalida degli eletti

Consiglio Comunale, partenza col botto: scontro Fiorini (Lega)-Pd e sulla convalida degli eletti

luglio 12, 2018 0 Di Redazione TERNI 01
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Consiglio Comunale, partenza col botto: scontro Fiorini (Lega)-Pd e sulla convalida degli eletti

Sangue e arena, si potrebbe dire relativamente al debutto del nuovo consiglio comunale di Terni, con l’insediamento del sindaco e della Giunta

Sangue non ancora, ma sull’arena ci siamo senz’altro. Fra black out, sospensioni e impuntature – tecnicamente giuste – sul regolamento, c’è stato di che combattere la noia.

Buona la prima? Non proprio.Protagonisti della prima querelle della consiliatura, il presidente pro tempore dell’assise, il consigliere anziano Emanuele Fiorini (Lega) e Valdimiro Orsini (Pd).

Fiorini va di corsa, vorrebbe far presto ma c’è un problema: i cinque consiglieri ‘in surroga’, coloro che hanno rimpiazzato i colleghi nominati assessori, sono già seduti sui banchi del consiglio comunale, senza che ancora formalmente siano stati proclamati.

Valdimiro Orsini lo fa notare chiedendo “il rispetto del regolamento”.

Fiorini chiede aiuto al segretario comunale Aronica, seduto al suo fianco che afferma come vada bene che siano seduti.

Orsini insiste e Fiorini si lascia andare: “Volete sostituirvi al segretario comunale?”. Poi esce fuori la sua natura di capogruppo della Lega: “Vi ricordo – dice rivolgendosi al Pd e ai consiglieri di Terni Immagina e Senso Civico – che adesso siete all’opposizione. Siete in cinque, se andate avanti così diventerete zero”.

Proteste dai banchi dell’opposizione, interviene Valentina Pococacio (M5S): “Le ricordo Fiorini che lei siede sul banco del presidente del consiglio adesso, rappresenta tutti e non solo la Lega”. Poi sgancia a sua volta la bomba, chiedendo un appello nominale “per conoscerci, visto che siamo tutti nuovi” e la verifica delle compatibilità per gli eletti consiglieri comunali.
Ma per farlo, bisogna consegnare a tutti i consiglieri le fotocopie con le dichiarazioni autografe e autocertificate di ciascuno dei colleghi.
Facile? Certo, se funzionasse la fotocopiatrice. Ma all’ufficio preposto, sempre aperto quando c’è il consiglio, non c’è nessuno.
Così bisogna procedere con un macchinario diverso e più piccolo. L’operazione comporta un’ora e venti di stop, compresi cinque minuti di blackout subito dopo la richiesta dei grillini.
Si riprende alle 17.50. Fiorini rimette la quarta, la consigliera Tiziana De Angelis (Pd) stoppa: “le dichiarazioni qui sono tutte compilate male…soprattutto la sua, consigliere Melasecche, eppure lei dovrebbe saperlo”.
Melasecche ha compilato delle parti di pertinenza del sindaco, interviene il segretario Aronica e dice: “Quelle dichiarazioni compilate con più informazioni del necessario vanno bene, perchè comunque quello che serviva c’è”.
Avanti? Nemmeno per idea. La consigliera Pococacio e il consigliere De Luca fanno notare che mancano le dichiarazioni dei cinque consiglieri in surroga che in effetti stanno compilando le carte proprio in quel momento e lo fa mettere agli atti. Poi Orsini solleva dubbi sulla posizione della consigliera ora assessore Bertocco, che solo ieri mattina si è dimessa dal Cda dell’Aman (il servizio idrico amerino). Situazione comunque poi chiarita, come quella dell’altra ‘incompatibile’, Giulia Silvani della Lega che si è dimessa da un incarico pubblico.  Il voto sulla convalida degli eletti è passato con  con 20 voti favorevoli e 11 astenuti, al termine della lunga fase di verifica.  Astensione del M5S per i motivi suddetti. Alessandro Gentiletti (Sc) ha detto che, dal momento che ci sono due dichiarazioni sulle quali lo stesso segretario ha espresso l’opportunità di un invio alla Procura della Repubblica per verifiche, ha espresso l’astensione del suo gruppo Anche Francesco Filipponi (eletto capogruppo del Pd) dopo l’intervento di Valdimiro Orsini e di Tiziana De Angelis, per gli stessi motivi e per le stesse perplessità, ha dichiarato l’astensione del gruppo consiliare del Pd sul voto di convalida. Stessa posizione per Paolo Angeletti (Terni Immagina). Assenti perchè fuori umbria Claudio Fiorelli (M5S) e Paolo Cicchini (Lega).
Subito dopo c’è stato al giuramento del sindaco Leonardo Latini che ha proceduto alla comunicazione delle deleghe attribuite ai nove assessori che comporranno la giunta comunale, insieme allo stesso sindaco.
Ufficiali le surroghe. Al posto dei consiglieri comunali che sono stati nominati assessori, subentrano in consiglio i primi dei non eletti nelle rispettive liste ovvero: Sergio Armillei e Francesco Pocaforza (Lega); Maurizio Cecconelli (FdI) Raffaello Federighi e Lucia Dominici (FI).

Il nuovo consiglio risulta dunque così composto

Maggioranza (20 consiglieri su 32)
Lega (13 consiglieri): Emanuele Fiorini, Anna Maria Leonelli, Devid Maggiora, Cristiano Ceccotti, Giulia Silvani, Doriana Musacchi, Paolo Cicchini, Paola Pincardini, Sara Francescangeli, Monia Santini, Leonardo Bordoni, Sergio Armillei e Francesco Pocaforza
Forza Italia (4 consiglieri): Francesco Maria Ferranti, Federico Brizi, Raffaello Federighi e Lucia Dominici
Fratelli d’Italia (2 consiglieri): Orlando Masselli e Maurizio Cecconelli.
Terni Civica (1 consigliere): Michele Rossi.
Opposizioni (12 consiglieri su 32)
Movimento 5 Stelle (7 consiglieri): Thomas De Luca, Valentina Pococacio, Patrizia Braghiroli, Luca Simonetti, Claudio Fiorelli, Federico Pasculli e Marco Cozza.
Partito Democratico (3 consiglieri): Francesco Filipponi, Valdimiro Orsini e Tiziana De Angelis.
Terni Immagina (1 consigliere): Paolo Angeletti.
Senso Civico (1 consigliere): Alessandro Gentiletti.
A proposito della Giunta, grande emozione per tutti, ma in particolare per due donne, l’insegnante Valeria Alessandrini, che nelle prime interviste ha anche ringraziato i suoi alunni e la trentenne Elena Proietti, passata dai campi di calcio, dove sino all’anno scorso è stata valido fischietto in Eccellenza, fra i migliori dell’Umbria, al ruolo di assessore allo sport.
Cecconi, assessore alle politiche abitative, ha annunciato il primo provvedimento: case popolari prima a chi risiede a Terni da almeno 10 anni, a prescindere dalla nazionalità (ci ha tenuto a sottolinearlo, visto che è anche assessore all’immigrazione ed integrazione).
L’assessore alla creatività e vicesindaco Andrea Giuli ha promesso un lavoro intenso per rilanciare il brand Terni.
A sorpresa Ferranti non è stato eletto ancora presidente del consiglio comunale. Domani non  ci sarà nessuna seduta.